Cosa
aveva in mente un bambino degli anni settanta? Figurine, figurine, e ancora
figurine.
Utili
a conoscere i nomi dei calciatori; divertenti come passatempo; preziose come
merci di baratto, giacché coi compagni di scuola ce le si poteva scambiare, ma
anche metterle in palio come premio di una sfida.
Personalmente
sono stato quasi sempre fedele alla Panini ed al genere “Calciatori”, pur non
disdegnando un paio di raccolte “educative” ed una televisiva.

Il
primo album dei calciatori di cui ho memoria è München 74, ma è un ricordo davvero sfocato. Ero piccino, non ricordo di
aver realmente visto le partite davanti alla TV, ricordo solo che durante
Italia – Haiti (3-1), mentre giocavo all’aperto, ogni tanto buttavo un’occhiata
al televisore, o forse chiedevo informazioni agli amici più grandi.
Ma
il bello degli album di figurine era
anche questo: creare un database ante
litteram, un magazzino di ricordi. Potevamo non aver visto o non ricordare
più le partite, le formazioni, i risultati; ma l’album ci consentiva di poter
rivedere in qualsiasi momento le facce dei giocatori.
Nel
caso invece delle figurine dedicate alle serie TV, potevamo ripercorrere e reimmaginare gli episodi, visto
che non esistevano videocassette, DVD, youtube o raiplay.
Avevo
quindi, o forse lo aveva mio fratello maggiore, l’album originale. Ora non ce
l’ho più, ma ogni tanto vado a sfogliare la ristampa che negli anni Novanta ne
fece il quotidiano L’Unità diretto da Walter Veltroni. E mi tornano
in mente le considerazioni che facevo all’epoca, e noto particolari che mi
sfuggivano.
Ricordo
benissimo, ad esempio, che l’allenatore dell’Italia, Ferruccio Valcareggi, mi sembrava avesse duemila anni; ma ne aveva
in effetti, come oggi posso verificare tramite Wikipedia, solo 55.
Probabilmente la foto non era venuta particolarmente bene.
Un
altro che mi sembrava vecchissimo era Felix,
portiere del Brasile; e assurdamente allegri mi sembravano i calciatori del
Cile, fotografati in primissimo piano.
Già,
l’inquadratura delle foto. Mentre negli album moderni, che ho avuto modo di
vedere con i miei figli, le immagini sono curate e ben fatte, ai tempi ogni
nazionale aveva il suo stile: chi preso di fronte, chi di lato, chi dritto, chi
storto.
Non
lo notai allora, ma rivedendo, ora che è morto, il povero Johan Cruyff, come non
pensare che qualcuno gli avesse fatto un occhio nero? Eppure probabilmente era
solo un effetto di luce.
E
guardate questa sequenza dell’Argentina. Uno preso di lato, uno quasi di fronte
ma col viso drammaticamente in ombra, e l’ultimo… beh, se pensavate anche voi
che Ruben Hugo Ayala fosse l’uomo più
triste del mondo, allora siamo fratellini nell’anima!
Il
settimanale Topolino offriva anche
le figurine in omaggio, ma questo lo scoprii solo dopo, comprando dei numeri
arretrati sulle bancarelle; quando cominciai a comperare regolarmente il
settimanale in edicola, intorno al numero 1.000, eravamo ormai nel 1975 e la
Germania aveva vinto il suo mondiale.
Se
l’argomento vi interessa, dedicherò altri post ad altre raccolte di figurine
che ho fatto in quegli anni.




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