sabato 27 luglio 2019

MÜNCHEN 74 ed i calciatori tristi d'Argentina


Cosa aveva in mente un bambino degli anni settanta? Figurine, figurine, e ancora figurine.
Utili a conoscere i nomi dei calciatori; divertenti come passatempo; preziose come merci di baratto, giacché coi compagni di scuola ce le si poteva scambiare, ma anche metterle in palio come premio di una sfida.

Personalmente sono stato quasi sempre fedele alla Panini ed al genere “Calciatori”, pur non disdegnando un paio di raccolte “educative” ed una televisiva.

Il primo album dei calciatori di cui ho memoria è München 74, ma è un ricordo davvero sfocato. Ero piccino, non ricordo di aver realmente visto le partite davanti alla TV, ricordo solo che durante Italia – Haiti (3-1), mentre giocavo all’aperto, ogni tanto buttavo un’occhiata al televisore, o forse chiedevo informazioni agli amici più grandi.
Ma il bello degli album  di figurine era anche questo: creare un database ante litteram, un magazzino di ricordi. Potevamo non aver visto o non ricordare più le partite, le formazioni, i risultati; ma l’album ci consentiva di poter rivedere in qualsiasi momento le facce dei giocatori.
Nel caso invece delle figurine dedicate alle serie TV, potevamo  ripercorrere e reimmaginare gli episodi, visto che non esistevano videocassette, DVD, youtube o raiplay.
Avevo quindi, o forse lo aveva mio fratello maggiore, l’album originale. Ora non ce l’ho più, ma ogni tanto vado a sfogliare la ristampa che negli anni Novanta ne fece il quotidiano L’Unità  diretto da Walter Veltroni. E mi tornano in mente le considerazioni che facevo all’epoca, e noto particolari che mi sfuggivano.

Ricordo benissimo, ad esempio, che l’allenatore dell’Italia, Ferruccio Valcareggi, mi sembrava avesse duemila anni; ma ne aveva in effetti, come oggi posso verificare tramite Wikipedia, solo 55. Probabilmente la foto non era venuta particolarmente bene.
Un altro che mi sembrava vecchissimo era Felix, portiere del Brasile; e assurdamente allegri mi sembravano i calciatori del Cile, fotografati in primissimo piano.
Già, l’inquadratura delle foto. Mentre negli album moderni, che ho avuto modo di vedere con i miei figli, le immagini sono curate e ben fatte, ai tempi ogni nazionale aveva il suo stile: chi preso di fronte, chi di lato, chi dritto, chi storto.
Non lo notai allora, ma rivedendo, ora che è morto, il povero Johan Cruyff, come non pensare che qualcuno gli avesse fatto un occhio nero? Eppure probabilmente era solo un effetto di luce.

E guardate questa sequenza dell’Argentina. Uno preso di lato, uno quasi di fronte ma col viso drammaticamente in ombra, e l’ultimo… beh, se pensavate anche voi che Ruben Hugo Ayala fosse l’uomo più triste del mondo, allora siamo fratellini nell’anima!


Il settimanale Topolino offriva anche le figurine in omaggio, ma questo lo scoprii solo dopo, comprando dei numeri arretrati sulle bancarelle; quando cominciai a comperare regolarmente il settimanale in edicola, intorno al numero 1.000, eravamo ormai nel 1975 e la Germania aveva vinto il suo mondiale.


Se l’argomento vi interessa, dedicherò altri post ad altre raccolte di figurine che ho fatto in quegli anni.



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