mercoledì 31 luglio 2019

NON TOCCATEMI LE MERENDINE


Qualche giorno fa mi imbatto in un articolo sul Corriere della Sera che parla degli ultracentenari italiani. Parte l’intervista ad una di loro, la signora Cruciani e subito si menzionano le merendine (“noi non ne avevamo… noi solo cibo sano…”).
Allora, cerchiamo di capirci. Sono un genitore e so che i ragazzi devono avere una alimentazione sana. Ho visto anni fa Super size me, il documentario sul tizio che per un periodo mangiava solo da MacDonald, e so come è  pericoloso il cibo spazzatura. Lungi da me trascurare il dramma dell’obesità infantile. Insomma, bla bla bla, tutto quello che volete; ma non toccatemi le merendine!
Con parsimonia, con oculatezza, con tutto quello che volete. Ma se vi sentite giù, se avete un disperato bisogno di gratificarvi con del cibo, cosa mangiate? Pane e salame o una merendina?
Visto che la memoria con gli anni perde colpi, sono andato a sfogliare qualche Topolino dei tempi miei, per ricostruire i prodotti che mi piacevano di più. Non so se li ho trovati tutti, ma insomma, qualche pagina ve la mostro. 



Questa è interessante perché unisce il Kinder Brioss, che mi piace ancora oggi, a Sandro Mazzola, che per la verità non ricordo di aver mai visto giocare, ma che come nome mi era chiaro già ai tempi. Del resto, come ho scritto parlando delle figurine dei calciatori, avere gli album consentiva di conoscere nomi e visi dei giocatori anche quando non c’era modo di vederli in televisione.
L’ultimo campionato di Sandro Mazzola fu il 1976-1977, e l’album ce l' avevo: ecco la sua figurina.
        

Oggi possiamo serenamente dire che i figli di Mazzola non sono stati i campioni di domani (che ormai sarebbe uno stra-ieri); ma tant’è. Si spera che abbiano avuto ugualmente una vita serena.
Una merendina che ancora oggi ogni tanto compro alle macchinette, se ho voglia di sapori antichi, è la Fiesta. Ora ne esistono più tipi, ma quello classico resta il mio preferito.

La Girella invece non so nemmeno se si fabbrichi ancora. Non è mai stata la mia preferita, nemmeno ai tempi che furono; ma mentirei se negassi di aver letto avidamente le avventure di Toro Farcito. Queste, oltre che su Topolino, le trovavo sui miei amati albi della Editoriale Corno.

                                                                               
Nel campo dei biscotti, ho cercato, senza trovarla, una pubblicità dei Ringo, che ancora oggi piacciono ai miei figli. Sono invece scomparsi dal mercato gli Urrà della Saiwa, di cui pure ero ghiotto.


Cioccolato? Il Galak, senza dubbio. 


Ma anche il Carrarmato, che purtroppo non esiste più. Ricordo benissimo la pubblicità con la quale promettevano di regalarti un cane ammaestrato; cavolo, mi sarebbe piaciuto! Ma non ebbi mai l’intraprendenza di provare a scrivere qualcosa; in fondo, non credevo che davvero ammaestrassero un cane apposta per me!


Nel campo del cioccolato, come dimenticare il Ciocorì e il Sofli? Quest’ultimo, con le bolle d’aria, aveva un gusto che bon sono riuscito più a ritrovare (mentre il Ciocorì, in fondo, assomiglia ad un Kinder Cereali)





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